Carabinieri vs Criminali, quel lieve confine

Divise che dividono sul limite tra legittima difesa ed omicidio, con l’abuso di potere sempre dietro l’angolo. L’acqua per lavarsene le mani e sciacquarsi la bocca non è mai abbastanza.

Non ci sono disinfettanti contro gli stupidi e i saccenti, perché vengono usati molti termini con accezioni sbagliate. Un abuso è un abuso, ovvero l’uso di un potere che si detiene oltre il limite consentito per esercitarlo in maniera corretta. Esempi di abusi possono essere: Harvey Weinstein avrebbe abusato del suo potere da mogul dell’industria cinematografica se le donne che hanno subito i così acclamati abusi fossero andate a reclamarli subito e avessero rifiutato ciò che le veniva dato; le torture inflitte ad Alekos Panagulis e riportate poi da Oriana Fallaci nel suo splendido libro Un uomo; , togliere la vita alle donne con la lapidazione per adulterio e tante altre ingiustizie in Medio Oriente; nazismo, fascismo e comunismo (!); richiami che ho avuto in varie caserme da quando sono diventata popolare… Tutto questo accade nel mondo di oggi, non in tempi lontani per cui la lista sarebbe infinita mentre qua è appena esaustiva. C’è quasi da pensare che la morte del sedicenne ucciso a Napoli da un carabiniere mentre stava cercando di rapinarlo venga chiamato tale da me, oltre che un eccessivo uso della legittima difesa. In effetti come magistrato aggiungerei questa accusa, perché se in quella automobile non ci fosse stato un carabiniere in borghese il ragazzino sarebbe filato via con il bottino in motorino e l’avrebbe spartito col complice. Ma il destino a cui tutti siamo appesi a un filo ha voluto che le cose andassero male per tutti, con il risultato che vanno ancora peggio visto che l’abuso di potere più evidente è quello che stanno usando le forze dell’ordine e i politici rinforzati dai cittadini che si sentono richiamati ora più che mai a difendere l’onor di patria. Si dovrebbe tacere da ambo le parti e vedere come le cose sarebbero dovute andare altrimenti: un colpo di pistola per allontanare quella dalla mia tempia, pensando nei panni del carabiniere, e fermi così. È diventato abuso di tutto invece con l’accanimento di costui ad infliggere altri colpi.

E poi le domande a cui non avremo mai risposta, e se fosse stata una risposta positiva non l’avremmo comunque mai saputa: Sarebbe diventato un criminale se a sedici anni già pensava a delinquere? Successivamente avrebbe avuto una pistola vera? Non si sa, ma così rimaniamo di fronte all’unica realtà oggettiva possibile: un corpo morto, con l’evidenza di un omicidio per i diversi colpi di pistola ricevuti in punti diversi. Oltre all’evidenza, in un altro scenario ci sarebbe stata la speranza di riabilitare il criminale e renderlo riconoscente di avere avuto salva la vita.

Come si può pensare di migliorare il mondo e dare un buon esempio se è il mondo ad etichettarti da una parte o dall’altra? Perché cercare il bianco o il nero evitando un colore che potrebbe essere blu e limpido oppure rosso come il sangue? Perché limitare in assoluto? Non nasciamo né criminali né lesbiche o ricchioni, è la società che etichetta o fluidifica per etichettare ancora di più e dividere. Io non sto con nessuno, sto con una verità che è molto lontana dalla lobotomizzazione che subisce Jack Nicholson in Qualcuno volò sopra il nido del cuculo; un’operazione quella che almeno lasciava la coscienza sporca solo a chi la eseguiva.

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